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giovedì 3 marzo 2011

Evidence in Practice - Bologna, 24-25 marzo

Nel corso degli ultimi 15 anni la comunità scientifica internazionale ha assistito alla rapida affermazione della Evidence-based Medicine (EBM), presentata nel 1992 come metodologia per applicare i risultati della ricerca al paziente individuale e successivamente estesa alla pianificazione delle strategie assistenziali (Evidence-based Health Care) e di politica sanitaria (Clinical Governance).

L’estensione dell’EBM alle altre professioni sanitarie (infermieri, ostetrici, fisioterapisti, farmacisti, tecnici) ha riconosciuto nel termine Evidence-based Practice (EBP) il concetto di pratica professionale basata sulle evidenze scientifiche. La principale difficoltà per i professionisti è la mancanza di tempo per rispondere a tutti i quesiti clinici seguendo gli step classici dell’EBP, anche per le difficoltà oggettive della valutazione critica della letteratura. Questo ha portato a identificare una nuova categoria di professionisti: gli evidence-users che nell’applicazione pratica dell’EBP utilizzano prevalentemente fonti pre-digested, ossia banche dati secondarie dove il processo di ricerca-valutazione critica è già stato effettuato da esperti di metodologia della ricerca (evidence practitioners).

Questo nuovo evento formativo - propedeutico all’EBP core-curriculum secondo gli standard europei (EU-EBM Unity) - è stato progettato per tutti i professionisti sanitari che vogliono rapidamente acquisire strumenti per utilizzare l’EBP nella pratica clinica quotidiana. L’utilizzo del televoter renderà estremamente interattiva la valutazione dell’apprendimento di tematiche metodologiche solo apparentemente ostiche.

Per maggiori informazioni, clicca qui

venerdì 28 gennaio 2011

6a Conferenza Nazionale GIMBE - Bologna, 11 febbraio 2011

6a Conferenza Nazionale GIMBEE' online il programma della

6a Conferenza Nazionale GIMBE

Verso un approccio di sistema alla Clinical Governance

Secondo le linee tracciate dal Piano Sanitario Nazionale 2011-2013, l’evento offre "un approccio di sistema alla Clinical Governance, realizzato tramite l’integrazione di numerosi fattori interconnessi e complementari".

Il grande interesse per le tematiche trattate è legittimato da ben 74 contributi pervenuti che hanno permesso di costruire un programma innovativo e stimolante.

L’iscrizione è gratuita e può essere effettuata esclusivamente online.

Arrivederci a Bologna

Nino Cartabellotta
Direttore Scientifico GIMBE

Contatti
051 5883920
info@gimbe.org

venerdì 12 novembre 2010

Dossier Formativo - La proposta di Luigi Conte

Il Dossier Formativo è lo strumento di programmazione e valutazione del percorso formativo del singolo operatore (individuale) o del gruppo di cui fa parte (equipe o network professionale). Questa è la definizione data dall’Accordo Stato-Regioni del 1 agosto 2007.

Durante la seconda edizione del Forum ECM di Cernobbio, Luigi Conte – coordinatore della quarta sezione della Commissione Nazionale sulla formazione Continua – ha presentato la proposta di Dossier Formativo che prenderà vita tra breve e che ha già avuto diverse fasi sperimentali.

Si tratta di un sistema molto semplificato, come illustra Conte, che classifica le competenze delle professioni sanitarie in tre macroaree:

- Competenze tecnico specialistiche: competenze esercitate individualmente o negli ambiti organizzativi previsti dal Dlgs 229/99, dai contratti Nazionali di Lavoro e dagli atti aziendali. Inoltre, vanno ricomprese le competenze generali sanitarie, ossia le conoscenze cliniche e assistenziali del proprio profilo sanitario, delle norme generali e del contesto operativo in cui si opera.

- Competenze di processo relazionali/comunicative: competenze inerenti alla capacità di relazione/comunicazione con pazienti, colleghi, direzioni, istituzioni, cittadini e gruppi di lavoro.

- Competenze di sistema organizzativo/gestionali e situazionali e di ruolo: Competenze relative alle modalità con cui le competenze tecnico professionali vengono applicate nel contesto lavorativo

Le tre macroaree descritte andranno a confluire nel Dossier Formativo che sarà Individuale e di Gruppo.

Il Dossier Formativo Individuale si avvarrà di quattro sezioni documentabili:

- Anagrafica:

  • Profilo anagrafico con l’indicazione del profilo professionale

  • Collocazione operativa

  • Curriculum dell’operatore


- Programmazione: il fabbisogno formativo individuale definito in rapporto al profilo e alle aree di competenza dell’operatore e alle caratteristiche dell’attività clinico-assistenziale svolta

- Realizzazione/Evidenze: evidenze relative all’attività di formazione effettuata

- Valutazione: valutazione periodica da parte del singolo professionista e delle Strutture legittimamente autorizzate

Il Dossier Formativo di Gruppo si avvarrà, invece, di cinque sezioni:

- Elementi di contesto/struttura del servizio:

  • Mission di servizio

  • Caratteristiche dell’attività clinico-assistenziale

  • Professionalità coinvolte

  • Tipologia del destinatario dell’attività professionale

  • Sistema delle relazioni interne ed esterne


- Obiettivi formativi di gruppo: in riferimento agli elementi della precedente sezione, all’analisi del fabbisogno formativo e al bilancio di competenze del gruppo

- Programmazione formativa di gruppo che dovrà tener conto:

  • delle aree e dei campi di apprendimento specifici e caratteristici della UO o del Dipartimento,

  • dei bisogni individuali e professionali espressi nei dossier individuali.( Rilevazione del fabbisogno)

  • delle tre aree delle competenze previste nel Dossier

  • delle Aree di miglioramento necessarie


- Realizzazione/evidenze: la documentazione delle attività formative realizzate sarà registrata in un Report di Gruppo

- Verifica periodica (annuale/triennale) di processo:

  • verifica iniziale riguardante l’analisi dei fabbisogni di formazione e il Piano di Formazione di Gruppo .

  • verifica annuale/pluriennale


Il supporto utilizzato sarà esclusivamente informatizzato con alcune differenze tra DFI e DFG, riguardanti la collocazione, la conservazione e l’accesso ai dati.

Dossier Informativo Individuale:

- Collocazione: all’interno del portale COGEAPS

- Conservazione: a cura del COGEAPS

- Accesso ai dati:

  • Lettura: Direttori di U.O., Dipartimento, Azienda

  • Inserimento e Modifica: Professionista

  • Certificazione DFI: Presidente di Ordine/Collegio/Associazione professionale o suo delegato




Dossier Informativo di Gruppo:

- Collocazione: database aziendale/regionale

- Conservazione: a cura del Responsabile del Sistema Informativo aziendale/regionale

- Accesso ai dati:

  • Lettura: Professionisti afferenti alla struttura o legittimamente autorizzati

  • Inserimento e Modifica: Dirigente afferente alla struttura o suo delegato

  • Approvazione DFG: Atto formale del Direttore U.O., Dipartimento, Azienda




Per una versione complessiva e chiara del Dossier Formativo vi invitiamo a visionare l’immagine sottostante

venerdì 15 ottobre 2010

Forum ECM: GIMBE a Cernobbio

In occasione della 2a Conferenza Nazionale sulla Formazione Continua, dal 18 al 20 ottobre 2010 GIMBE sarà presente a Villa Erba (Cernobbio - CO), presso il padiglione Lario.

Il programma dell'evento sarà incentrato sulla Nuova ECM e il Dossier Formativo, temi approfonditi da GIMBE sin dal principio con due esclusive interviste rispettivamente al Ministro Fazio e al Dott. Luigi Conte (Coordinatore Quarta Sezione Commissione Nazionale per la Formazione Continua).

Presso lo stand GIMBE si potrà prendere visione di:

  • GIMBEducation 2011, il nostro piano formativo, in linea con gli obiettivi di interesse nazionale definiti dal Nuovo Sistema di Formazione Continua in Medicina

  • GIMBE Health Service Project Management: servizio di supporto metodologico per la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento della qualità dell'assistenza, che integra formazione sul campo e sviluppo professionale continuo con la formazione residenziale e FAD

  • Progetti GIMBE:

    • GIMBEnews, rivista metodologica indipendente open-access

    • infoSANITÀ, il portale GIMBE dedicato alle organizzazioni sanitarie

    • EBHC International Library, biblioteca elettronica metodologica gratuita



  • Position Statement GIMBE "Il Governo Clinico nelle Aziende Sanitarie"

  • Articolo manifesto "Qualità dell'Assistenza Sanitaria, Formazione Continua e Ricerca", pubblicato su Il Sole 24 Ore


Per l'intera durata della manifestazione, la Direzione Scientifica e la Direzione Organizzativa saranno a disposizione dei responsabili della formazione e dei dirigenti aziendali interessati ad approfondire sia i contenuti di GIMBEducation 2011, sia le modalità di erogazione dei corsi in house.

Per maggiori informazioni:

GIMBE
051 5883920
info@gimbe.org

Arrivederci a Cernobbio

Nino Cartabellotta
Direttore Scientifico

venerdì 3 settembre 2010

Evidence in Practice


Nel corso degli ultimi 15 anni la comunità scientifica internazionale ha assistito alla rapida affermazione della Evidence-based Medicine (EBM), presentata nel 1992 come metodologia per applicare i risultati della ricerca al paziente individuale e successivamente estesa alla pianificazione delle strategie assistenziali (Evidence-based Health Care) e di politica sanitaria (Clinical Governance).

L’estensione dell’EBM alle altre professioni sanitarie (infermieri, ostetrici, fisioterapisti, farmacisti, tecnici) ha riconosciuto nel termine Evidence-based Practice (EBP) il concetto di pratica professionale basata sulle evidenze scientifiche. La principale difficoltà per i professionisti è la mancanza di tempo per rispondere a tutti i quesiti clinici seguendo gli step classici dell’EBP, anche per le difficoltà oggettive della valutazione critica della letteratura. Questo ha portato a identificare una nuova categoria di professionisti: gli evidence-users che nell’applicazione pratica dell’EBP utilizzano prevalentemente fonti pre-digested, ossia banche dati secondarie dove il processo di ricerca-valutazione critica è già stato effettuato da esperti di metodologia della ricerca (evidence practitioners).

Questo nuovo evento formativo - propedeutico all’EBP core-curriculum secondo gli standard europei (EU-EBM Unity) - è stato progettato per tutti i professionisti sanitari che vogliono rapidamente acquisire strumenti per utilizzare l’EBP nella pratica clinica quotidiana. L’utilizzo del televoter renderà estremamente interattiva la valutazione dell’apprendimento di tematiche metodologiche solo apparentemente ostiche.

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lunedì 26 luglio 2010

Nuova ECM: il lasciapassare del Governo


E’ stato approvato in data 22 luglio, su proposta del Ministro della salute Fazio, il decreto che recepisce l’Accordo fra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di accreditamento dei provider ECM, formazione a distanza, obiettivi formativi, valutazione della qualità del sistema formativo sanitario, attività formative realizzate all’estero, liberi professionisti.

L’accreditamento dei provider – comunica il Ministero della Salute - sarà affidato alla Commissione Nazionale o alle Regioni e Province Autonome, a seconda dell’ambito di attività del provider medesimo. Lo stesso ente accreditante verificherà, nel tempo, la persistenza dei requisiti di accreditamento, con particolare riferimento anche alla qualità della formazione erogata. Il provider dovrà presentare un piano annuale, contenente la proposta formativa che intende offrire.

Un’attenzione particolare alla qualità, quindi, con lo specifico obiettivo di condizionare positivamente anche l’appropriatezza dell’aggiornamento continuo attraverso nuove tipologie formative quali la formazione sul campo e l’e-learning. La formazione a distanza rappresenta un importante strumento di aggiornamento, in quanto consente sia la massima diffusione dei contenuti formativi sia risparmi di natura organizzativa ed economica.
Le nuove regole consentono anche la promozione dell’attività di ricerca nel campo formativo per l’individuazione, attraverso specifici bandi, di progetti e sperimentazioni su nuove metodologie formative.

Per capirne di più sulla nuova ECM, rimandiamo all’intervista che il Ministro Fazio rilasciò a GIMBE a fine 2009

venerdì 16 luglio 2010

Sanità d'eccellenza su Il Sole 24 Ore


GIMBE definisce i tre pilastri per una Sanità d'eccellenza nell'era del Governo Clinico:

- Qualità dell'Assistenza Sanitaria;

- Formazione Continua;

- Ricerca.

Per saperne di più e conoscere le strategie per il raggiungimento dell'Eccellenza, scarica lo speciale de Il Sole 24 Ore

mercoledì 19 maggio 2010

Exposanità alla prova del 9


Mancano pochi giorni al ritorno del più grande appuntamento della Sanità: Exposanità.

La XVII edizione della Mostra, che nel 2008 ha raggiunto più di 28mila presenze, quest’anno sarà suddivisa in 9 aree tematiche:



- Hospital: Tecnologie e prodotti per Ospedali

- Sistem: Informatica sanitaria

- Salute Amica: Qualità del Servizio Sanitario

- Sanità Animale: soluzioni per la Salute veterinaria

- Healthy Dental: Salute dentale

- Diagnostica 2000: articoli per la Diagnosi

- Horus: Disabilità motorie

- Anni d’Argento: Terza età

- MIT: Medical Innovation & Technology

Ad Exposanità 2010 saranno presenti più di 900 aziende del mondo della Sanità e oltre 150 convegni – un terzo in più rispetto alla passata edizione – per cercare di rappresentare al meglio tutto il panorama sanitario nazionale ed estero.

Appuntamento dal 26 al 29 maggio presso il quartiere fieristico di Bologna.

martedì 18 maggio 2010

FISM: l’evoluzione della Sanità


FISM – Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane – ha convocato l’assemblea dei soci per il 16 giugno.

La Sanità sembra essere uscita da un’era glaciale e l’assemblea sarà dedicata ai cambiamenti che sono intercorsi in quest’ultimo periodo.

Si parlerà di Formazione Continua, tema che ha messo in fermento tutti i Professionisti sanitari dopo la nascita della Nuova ECM, e di Riforma delle Professioni. Su quest’ultimo punto, proprio tra 2 giorni è prevista la riunione di tutti i Presidenti degli Ordini e Collegi professionali della Sanità per la creazione di un documento per riformare le professioni sanitarie, già in corso di riordino attraverso il DdL1142. Il risultato della concertazione sarà consegnato al Ministero della Salute e successivamente al Ministro Alfano che è a capo della riforma generale delle professioni annunciata per il 2013.

Appuntamento a Roma, ore 14.00 al Teatro Capranica.

martedì 16 febbraio 2010

Dossier Formativo e nuova ECM: le responsabilità del professionista


Il Dossier Formativo, un argomento cardine della nuova ECM, è nato al fine di pianificare il programma di formazione dei professionisti sanitari nel corso della propria carriera.

Ogni operatore della sanità si avvarrà di questo strumento per garantire la coerenza tra la formazione ottenuta e gli obiettivi formativi futuri.

Ma andiamo nello specifico, cercando di comprendere al meglio il Dossier Formativo con un’intervista che il Dott. Luigi Conte – Coordinatore della Quarta Sezione Commissione ECM e relatore alla 1° Conferenza Nazionale sulla Formazione Continua in Medicina di Cernobbio sul tema “Obiettivi e Dossier Formativi” – ha rilasciato a GIMBE®

Dott. Conte, come verranno valutati gli obiettivi formativi previsti all’interno del Dossier?

La nuova ECM nasce sul riconoscimento di autonomia e responsabilità del singolo professionista della salute e, pur fissando regole precise, evita di stabilire eccessivi vincoli burocratici , tetti per tipologia di formazione ed elenchi infiniti di obiettivi formativi. La fase sperimentale ha avuto il grande merito di richiamare l’attenzione di professionisti, management e politica sanitaria sulla inderogabile necessità di una educazione continua per garantire livelli di performance dei professionisti sanitari e di tutto il SSN/R di qualità sempre maggiore. Pur nella consapevolezza derivante dai dati della letteratura sulla ridotta incidenza dell’ECM nel miglioramento delle performance dei professionisti, si intende utilizzare il sistema come esperienza e trampolino di lancio verso lo Sviluppo Professionale Continuo che deve diventare il nostro obiettivo futuro.

In sintesi il sistema formativo, dal punto di vista gestionale, non può essere né coercitivo, né oneroso, né estraneo all’autonomia e responsabilità dei professionisti.

In particolare, come da raccomandazioni di tutte le organizzazioni mediche europee va lasciato spazio ai bisogni formativi individuali ed In questa ottica si inserisce il Dossier Formativo individuale e di gruppo . Esso è stato previsto come strumento di programmazione, di rendicontazione e di verifica a livello individuale o di équipe o di gruppo professionale, che si dovrà affiancare agli altri strumenti di pianificazione e valutazione aziendali (Piani formativi aziendali e Rapporti formativi annuali). Il Dossier Formativo diventa un “luogo fisico” dove progettare un percorso di sviluppo professionale in grado di creare un legame tra i bisogni professionali dell’individuo , la “mission” del gruppo e le attese dell’Organizzazione.

Il Dossier Formativo deve far sì che il processo ECM non sia estemporaneo ma sia organizzato e pianificato, contemperando le specificità individuali e professionali con il contesto e gli interessi generali, finalizzati all’assistenza. Queste componenti devono essere integrate nella predisposizione di un DF individuale o di gruppo, su base triennale, la cui coerenza e adeguatezza può essere valutata per gli operatori del SSN (pubblici e convenzionati) nell’ambito dell’azienda in cui lavorano e per i liberi professionisti a livello degli Ordini, Collegi ed Associazioni professionali”( accordo Stato Regioni 1 agosto 2007).

L’adesione e la scelta tra i diversi obiettivi formativi, individuati a livello nazionale con l’apporto delle regioni, rientra nella responsabilità individuale e vanno armonizzati con quelli del gruppo e della organizzazione attraverso i tre seguenti strumenti:

1. Dossier Formativo: individuale (DFI) o di gruppo (DFG);

2. Piano della formazione aziendale (PFA);

3. Rapporto sulla formazione aziendale (RFA).

La valutazione deve avvenire attraverso appositi Audit all’interno delle specifiche articolazioni organizzative aziendali per ciò che riguarda i professionisti dipendenti (es. specifici audit improntati alla “valutazione tra pari” e guidati dai responsabili del gruppo o della struttura o del dipartimento o suo delegato per la formazione), o in appositi Audit professionali presso gli Ordini, i Collegi, le Associazioni, per ciò che riguarda i liberi professionisti.

La verifica periodica deve essere l’espressione dell’autonomia e responsabilità del singolo professionista nei riguardi dell’obbligo etico e deontologico della garanzia della qualità professionale e contribuisce a garantire la tenuta del sistema ECM e la realizzazione della sua mission.

Essa si può articolare nelle seguenti fasi:

- elaborazione iniziale del percorso, rientra nella responsabilità del singolo professionista ed è finalizzata ad individuare gli obiettivi della programmazione individuale in rapporto al proprio profilo professionale, alle aree di competenza da sviluppare e alle caratteristiche dell’attività clinico-asssistenziale svolta

- auto-valutazione annuale: è lo stesso destinatario che valuta l’efficacia del percorso formativo effettuato in termini di competenze acquisite, sviluppate, trasferite nell’ottica di rimodulazione del Dossier Formativo.

- verifica pluriennale di percorso, costituisce un importante momento di confronto e di verifica dell’efficacia e della coerenza interna del Dossier individuale operata all’interno dei gruppi di lavoro o di dipartimento.

In che tempi ritiene che saranno valutabili gli outcome dell’introduzione del Dossier Formativo?

Ritengo che come tutti i progetti culturali di grande respiro e prospettiva i primi risultati valutabili non potranno attendersi prima dei 3-5 anni dall’adozione e diffusione del Dossier Formativo

E’ realistica la sanzione per i professionisti che non adempiono gli obblighi formativi?

L’orientamento è quello di bandire ogni forma di coercizione e sanzione, fermo restando l’obbligo dell’ECM, e preferire il premio rivolgendosi a professionisti maturi che capiscono il dovere etico, deontologico e professionale di dedicare almeno una settimana all’anno al proprio sviluppo professionale. La sanzione può semplicemente essere la valorizzazione di chi si forma costantemente e ne dà evidenza al cittadino e chi non lo fa. In prospettiva si può pensare, a sistema rodato, alla ricertificazione del titolo abilitante all’esercizio professionale quale elemento premiante e discriminante.

Ringraziamo il Dott. Conte per la preziosa intervista, ricordando in sintesi che il Dossier Formativo da un lato definisce il volume dei bisogni formativi di un professionista sanitario ma dall’altro è la base di un sistema più generale di tutela della salute che riguarda ogni cittadino.

mercoledì 3 febbraio 2010

E' online il nuovo numero di GIMBEnews


GIMBEnews, rivista indipendente open-access che periodicamente tratta argomenti di metodologia della ricerca e di clinical governance, è online.

Largo spazio all'intervista che il Ministro della Salute Fazio ha rilasciato in esclusiva a GIMBE e un'interessante articolo sulle opportunità che la nuova ECM darà alla Clinical Governance.

E inoltre, la sezione "Letti per voi" con le recensioni di articoli e libri recentemente pubblicati in tema di politica sanitaria.

A voi il compito di fornire feedback sui contenuti, suggerire tematiche, segnalare articoli, libri, eventi e contribuire all’attività editoriale.

www.gimbenews.it

martedì 22 dicembre 2009

Nuova ECM: intervista al Ministro della Salute Ferruccio Fazio


Il nuovo documento ECM è stato approvato e il Ministro Fazio rivela alcuni aspetti salienti in un'intervista rilasciata a GIMBE®

Ministro quali sono le innovazioni più importanti del nuovo sistema ECM?

Il Nuovo sistema ECM si fonda su alcuni importanti elementi che, insieme, devono garantire ai professionisti un’offerta formativa appropriata e di qualità.

Il primo elemento è il passaggio dall’accreditamento degli eventi all’accreditamento dei Provider: un passaggio prioritario e doveroso in considerazione della necessaria imputazione di responsabilità a soggetti che fondano l’attività di formazione continua su una organizzazione amministrativa, un comitato scientifico, il tutto sostenuto da un sistema di qualità delle procedure.
Un passaggio, quindi che si può definire “epocale” rispetto al sistema precedente che si limitava a valutare il singolo evento formativo e che al massimo, nei casi più gravi, ne sospendeva l’erogazione.

Il secondo elemento che è stato assunto a fondamento del nuovo sistema è quello della offerta formativa articolata su tutte le tipologie formative utili all’aggiornamento continuo.
Non più , quindi, solo la formazione residenziale, ma l’accreditamento ECM riguarda la formazione a distanza attraverso l’autoapprendimento senza tutoraggio o con tutoraggio, la docenza e il tutoraggio in attività ECM e le presentazioni a convegni. Per quanto riguarda la formazione sul campo sono state individuate le seguenti attività:
- Attività di training individualizzato o stage (con la presenza indispensabile di un tutor nel rapporto 1:1 )
- Partecipazione a Gruppi di lavoro/studio , di Miglioramento e Commissioni/Comitati.
- Partecipazione a Ricerche
- Audit Clinico e/o Assistenziale

Un ulteriore elemento riguarda le “garanzie” che il sistema di educazione continua in medicina deve fornire, e che sono state introdotte con il nuovo Sistema di formazione continua, ai professionisti attraverso:
- l’ Osservatorio nazionale per la qualità della formazione continua, il quale deve monitorare l’offerta formativa e la sua qualità anche attraverso una rete di osservatori regionali e auditing in loco per verificare direttamente l’attività;
- il Comitato di Garanzia per l’indipendenza del contenuto formativo dagli sponsor, attraverso la verifica del 25% dei provider accreditati dalla Commissione nazionale per la formazione continua

Naturalmente, l’avvio del nuovo Sistema fornirà ulteriori spunti, nei prossimi mesi, che saranno utilizzati per definire al meglio l’aggiornamento continuo.

Cosa cambierà nei corsi sponsorizzati?

La sponsorizzazione è un elemento che riguarda principalmente il concetto di “trasparenza” e di “efficacia”.
La trasparenza è garantita attraverso un sistema di dichiarazione esplicita di conflitto di interesse. Ricordo, in proposito, che nel precedente sistema era necessario dichiararne l’esclusione (cd. assenza di conflitto di interessi).
Pertanto, con il nuovo sistema i soggetti che, in qualità di docenti, per esempio, partecipano a manifestazioni con crediti ECM devono preliminarmente dichiarare il loro conflitto in modo esplicito.
Sarà naturalmente “misurata” la indipendenza del contenuto formativo attraverso l’acquisizione delle valutazioni dei professionisti circa la percezione del conflitto e dell’eventuale condizionamento formativo.
L’efficacia è garantita attraverso un sistema di misurazione con indicatori che daranno concrete indicazioni in merito alla ricaduta dell’apporto formativo acquisito.
L’utilizzo di indicatori, per i provider che li utilizzeranno, daranno un valore aggiunto al provider stesso in termini di qualità formativa offerta.
Per il resto, il contratto con gli sponsor deve essere depositato agli atti degli eventi interessati, reso disponibile e preventivamente dichiarato all’ente accreditante.

Come giudica la FAD nell’ambito della formazione sanitaria?

La formazione a distanza è una tra le tipologie formative che la Commissione ha definito all’interno dell’offerta formativa.
Si tratta di uno strumento importantissimo tenuto conto dell’enorme numero di professionisti che si deve aggiornare ogni anno stimato in oltre 850.000 professionisti.
Quindi, la formazione a distanza consente di erogare il contenuto formativo in favore di un numero molto alto di professionisti senza imporre, al tempo stesso, spostamenti onerosi o vincoli di orari o di giornate dedicate all’aggiornamento. Non va sottovalutato neppure il fatto che comporterà un abbattimento significativo del costo a carico dei professionisti per l’ECM.
In quanto tale, però, non esaurisce il bisogno formativo che per il professionista si traduce in attività pratiche, confronti con altri professionisti, condivisioni e superamenti di criticità.
Per questo motivo, ritengo che la FAD è sicuramente tra gli strumenti formativi importanti e determinanti ai fini dell’offerta formativa, ma non esaustiva dal punto di vista dell’aggiornamento all’interno di un sistema organizzato.