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lunedì 22 novembre 2010

Health Technology Assessment. Istruzioni per l'uso

Tutti i sistemi sanitari si trovano a fronteggiare tre problematiche di particolare rilevanza: le mutate condizioni socio-demografiche, le crescenti aspettative degli utenti fortemente influenzate dai media e la proliferazione incontrollata di tecnologie sanitarie (TS). Per rispondere a questi problemi è indispensabile una continua valutazione dell’efficacia, della sicurezza e dell’impatto economico, etico e sociale delle TS, attraverso l’attività scientifica multidisciplinare nota come Health Technology Assessment (HTA).

In forte ritardo rispetto ad altri sistemi sanitari, solo negli ultimi anni in Italia è maturato un progressivo interesse culturale per l’HTA sino a catalizzare l’attenzione della politica sanitaria (GIMBEnews 2009). Infatti, nel settembre 2007 la Conferenza Unificata Stato Regioni ha attribuito nuovi indirizzi di attività per l’Agenzia Sanitaria per i Servizi Sanitari Regionali (Age.Na.S.), tra cui la promozione e il supporto alle Regioni nell’ambito dell’HTA.

A chi è destinato l’HTA?
L’HTA è uno strumento potenzialmente in grado di supportare scientificamente i vari stakeholders di un sistema sanitario:

* Finanziatori pubblici e privati: per determinare quali TS includere nei piani di salute, nelle coperture assicurative, nelle policy di rimborso, nei livelli essenziali di assistenza.
* Agenzie regolatorie: per decidere se immettere, o meno, sul mercato una TS.
* Organismi centrali: per integrare nelle policy nazionali TS a elevato impatto sulla salute pubblica.
* Organizzazioni sanitarie: per valutare l’opportunità di acquisto e definire le modalità di gestione (sperimentazione, monitoraggio, dismissione) delle TS.
* Medici e pazienti: per informare sul profilo di beneficio/rischio delle TS in specifiche condizioni cliniche.
* Istituzioni di ricerca: per definire le priorità nei programmi di ricerca e sviluppo delle TS.
* Industria: per definire le priorità di sviluppo e marketing delle TS.

Tecnologie sanitarie: cosa includono?
A dispetto dell’apparente analogia, TS non è sinonimo di “apparecchiatura”, ma comprende tutto quanto utilizzato nell’erogazione dell’assistenza sanitaria.

* Dispositivi, attrezzature e presidi.
* Tecnologie diagnostiche di laboratorio e strumentali.
* Tecnologie terapeutiche farmacologiche, non farmacologiche, chirurgiche, etc.
* Sistemi di supporto: cartelle cliniche elettroniche, telemedicina, banca del sangue, laboratorio centralizzato, PACS, etc.
* Tecnologie sanitarie organizzativo-gestionali: sistemi di rimborso a prestazione, modalità di erogazione delle cure (erogazione ambulatoriale, day hospital, assistenza domiciliare integrata, stroke unit, chronic care model), linee guida e percorsi assistenziali, total quality management, case manager, etc.

Quali sono gli stadi di sviluppo di una tecnologia sanitaria?
Anche se le TS non maturano attraverso una sequenza lineare e le diverse fasi possono parzialmente sovrapporsi, è possibile identificare cinque stadi:

* Futuribile. Dallo stadio concettuale sino alle fasi precoci dello sviluppo: in questa fase la ricerca viene condotta nei laboratori della ricerca di base.
* Sperimentale preliminare. Iniziano le sperimentazioni cliniche sull’uomo per valutare innanzitutto la sicurezza e la potenziale efficacia delle TS; nella ricerca farmacologica questa fase coincide con le fasi I e II.
* Sperimentale clinica. La TS viene valutata attraverso adeguate sperimentazioni cliniche, possibilmente controllate e randomizzate; nella ricerca farmacologica questa corrisponde alla fase III.
* Efficacia definita. Grazie alle evidenze prodotte, la TS è l’approccio standard per la gestione di una determinata condizione clinica.
* Obsolescenza. La TS viene abbandonata perchè emergono evidenze di inefficacia o rischio, oppure perchè sostituita da nuove TS esclusivamente per ragioni di marketing.

Un problema rilevante per i sistemi sanitari è la diffusione indiscriminata delle TS in uno stadio troppo precoce, senza la disponibilità di adeguate evidenze di efficacia/sicurezza. Questo viene è enfatizzato dalla non-governance regolatoria delle TS diagnostiche e di quelle terapeutiche non farmacologiche, che possono essere immesse sul mercato senza adeguate sperimentazioni cliniche. In altre parole, manca una connessione tra la metodologia della ricerca che sperimenta le TS e l’autorizzazione al marketing. Ovviamente - come accade per i farmaci - in fasi successive, numerose TS vengono abbandonate in seguito a rigorose valutazioni che ne dimostrano l’inefficacia e/o i rischi per i pazienti.

Chi conduce l’attività di HTA?
E’ realizata da agenzie di HTA, in maniera indipendente o sotto il coordinamento dell’International Network of Agencies for Health Technology Assessment (INAHTA). Per aderire all’INAHTA un’agenzia di HTA, oltre a fornire accesso gratuito agli HTA reports prodotti, deve essere:

* un’organizzazione no-profit;
* connessa con istituzioni governative;
* finanziata per almeno il 50% con fondi pubblici.

A oggi, sono affiliate all’INAHTA 46 agenzie, di cui due italiane: l’Age.Na.S e l’Unità di Valutazione delle Tecnologie del Policlinico Gemelli di Roma.

Che cosa è un HTA report?
Si identifica con il “prodotto editoriale” realizzato dalle agenzie di HTA previa revisione sistematica, selezione e sintesi delle migliori evidenze scientifiche relative alle numerose “dimensioni” della TS oggetto della valutazione.

* Caratteristiche tecniche. Sono strettamente legate alla specifica TS e includono performance tecnica, conformità con standard specifici (CE, ISO), composizione, modalità di produzione, grado di tolleranza, affidabilità, facilità d’utilizzo, norme di manutenzione, etc.
* Sicurezza clinica. E’ una stima dell’accettabilità del rischio (probabilità di eventi avversi e loro severità) associato con l’uso di una TS: in definite categorie di pazienti; a un determinato livello di training; in specifici setting assistenziali.
* Efficacia. Gli anglosassoni tendono a mantenere distinti due termini che nella nostra lingua assumono il significato di “efficacia”, intesa come l’entità e la precisione degli effetti che una TS determina sulla salute. L’opportunità a mantenere separato il concetto di efficacy da quello di effectiveness deriva dal fatto che una TS efficace in condizioni sperimentali ideali non sempre funziona in condizioni assistenziali reali.
* Impatto economico. L’impatto microeconomico è relativo agli aspetti economici legati alla TS individuale; in particolare documenta le relazioni tra risorse impegnate e “guadagno” ottenuto in termini di salute. L’impatto macroeconomico valuta, invece, gli effetti della TS sul fondo sanitario nazionale, sull’allocazione delle risorse tra differenti programmi, sulle policy di tipo regolatorio, sulle riforme sanitarie relative alle innovazioni tecnologiche.
* Aspetti etici, sociali, politici e medico-legali. Numerose TS sollevano problematiche etiche non indifferenti, generando aspri dibattiti sociali e politici. Una valutazione multidisciplinare della TS - quale un HTA report - dovrebbe rappresentare la base scientifica di tali dibattiti, anche ai fini di una tutela medico-legale di professionisti e organizzazioni sanitarie, in particolare per tutte quelle TS dal dubbio profilo di efficacia/sicurezza, dal costo molto elevato o dalla limitata accessibilità da parte dei cittadini.

Quali sono gli approcci all’HTA?
L’HTA può essere condotto con tre approcci differenti, potenzialmente complementari e parzialmente sovrapposti.

* HTA technology-oriented: è l’approccio classico che mira a valutare efficacia, sicurezza e impatto economico, etico e sociale di una TS - ad esempio, la PET - in una, alcune o tutte le possibili applicazioni cliniche.
* HTA problem-oriented: si focalizza sulla gestione di un’area assistenziale che prevede l’impiego di tecnologie differenti, sia complementari, sia alternative. Ad esempio, nella diagnosi della malattia di Alzheimer è necessario definire standard clinico-assistenziali che prevedono la combinazione di esame neurologico, TAC, RMN, PET, SPECT, indagini di neurofisiologia-neuropsicologia, etc.
* HTA project-oriented: è relativa all’attuazione di un programma di HTA a livello nazionale, regionale o locale, dove le valutazioni technology-oriented e problem-oriented devono essere integrate con variabili organizzative, economiche, professionali e sociali. Ad esempio, un’azienda sanitaria per decidere se acquistare una TAC spirale deve valutare numerosi fattori: personale e risorse necessarie per l’installazione, funzionamento e manutenzione; status patrimoniale, potenziali utenti, fattori competitivi, etc.

Esiste una banca dati di HTA reports?
L’HTA database, gestito dal Centre for Review and Dissemination dell’Università di York, contiene oltre 8.000 HTA reports con abstract strutturato e commentato e link diretto al full-text o all’agenzia produttrice. Oltre il 90% degli HTA reports è open-access.

Nino Cartabellotta
Direttore Scientifico GIMBE

Per maggiori informazioni sull'HTA vi invito a visionare la pagina del Workshop Valutazione delle Tecnologie Sanitarie in programma a Bologna nei giorni 13-14-15 Dicembre.


venerdì 15 ottobre 2010

Forum ECM: GIMBE a Cernobbio

In occasione della 2a Conferenza Nazionale sulla Formazione Continua, dal 18 al 20 ottobre 2010 GIMBE sarà presente a Villa Erba (Cernobbio - CO), presso il padiglione Lario.

Il programma dell'evento sarà incentrato sulla Nuova ECM e il Dossier Formativo, temi approfonditi da GIMBE sin dal principio con due esclusive interviste rispettivamente al Ministro Fazio e al Dott. Luigi Conte (Coordinatore Quarta Sezione Commissione Nazionale per la Formazione Continua).

Presso lo stand GIMBE si potrà prendere visione di:

  • GIMBEducation 2011, il nostro piano formativo, in linea con gli obiettivi di interesse nazionale definiti dal Nuovo Sistema di Formazione Continua in Medicina

  • GIMBE Health Service Project Management: servizio di supporto metodologico per la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento della qualità dell'assistenza, che integra formazione sul campo e sviluppo professionale continuo con la formazione residenziale e FAD

  • Progetti GIMBE:

    • GIMBEnews, rivista metodologica indipendente open-access

    • infoSANITÀ, il portale GIMBE dedicato alle organizzazioni sanitarie

    • EBHC International Library, biblioteca elettronica metodologica gratuita



  • Position Statement GIMBE "Il Governo Clinico nelle Aziende Sanitarie"

  • Articolo manifesto "Qualità dell'Assistenza Sanitaria, Formazione Continua e Ricerca", pubblicato su Il Sole 24 Ore


Per l'intera durata della manifestazione, la Direzione Scientifica e la Direzione Organizzativa saranno a disposizione dei responsabili della formazione e dei dirigenti aziendali interessati ad approfondire sia i contenuti di GIMBEducation 2011, sia le modalità di erogazione dei corsi in house.

Per maggiori informazioni:

GIMBE
051 5883920
info@gimbe.org

Arrivederci a Cernobbio

Nino Cartabellotta
Direttore Scientifico

lunedì 2 agosto 2010

GIMBEnews: Linee guida e AGREE II. La nuova versione per valutarne la qualità


GIMBEnews vol. 3 n. 3 è online.

L’approccio più efficace ed efficiente per costruire i percorsi assistenziali prevede una ricerca sistematica delle linee guida (LG) disponibili in letteratura, la selezione di una LG di riferimento e il suo adattamento locale. Tuttavia, a fronte del reperimento di numerose LG, i professionisti non trovano accordo nella scelta della LG da utilizzare. Qui entra in scena l’AGREE, strumento di riferimento internazionale per la valutazione della qualità delle LG, di cui è stata pubblicata la nuova versione (AGREE II). In questo numero un "editoriale tecnico" da leggere sotto l'ombrellone: la storia del progetto AGREE, l'anatomia e fisiologia dell'AGREE II, le novità introdotte dalla nuova versione, i destinatari e gli usi/abusi di AGREE II, l'AGREE Research Trust.

Pillole di Metodologie della Ricerca: la formulazione dei quesiti di ricerca. Il protocollo di uno studio clinico deriva da un quesito di ricerca (research question) ben definito al quale lo studio deve fornire una risposta. Ma quali sono i requisiti di una research question? Quali componenti deve contenere? Un gruppo di ricerca internazionale ha raggiunto un consenso sugli elementi core e quelli opzionali del quesito di ricerca, proponendo il modello EPICOT+ per la formulazione strutturata delle research questions relative all'efficacia degli interventi sanitari.

Pillole di Governo Clinico: attuare il governo clinico nelle aziende sanitarie. La consistente variabilità delle aziende sanitarie e il “peso” eterogeneo di principi e strumenti del governo clinico nei 21 Piani Sanitari Regionali / Provinciali, rendono utopistico un modello organizzativo unitario per l’attuazione aziendale della clinical governance. I dieci punti del modello organizzativo GIMBE derivano da un ragionevole compromesso tra la valutazione dei riferimenti normativi, le evidenze scientifiche sull’attuazione della clinical governance e l'esperienza maturata nella realizzazione di progetti aziendali di governo clinico. Ecco la seconda puntata della “pillola” dove, oltre all’analisi dei rimanenti cinque punti del modello organizzativo GIMBE, vengono elencati i possibili ostacoli, strutturali-organizzativi e di contesto, per l’attuazione del governo clinico nelle aziende sanitarie.

Progetti Aziendali: La gestione del diabete nelle cure primarie: un audit clinico. Il progetto Ve.Di.Cli.S. (Verona Diabetes Clinical Study) è un audit clinico finalizzato al miglioramento della qualità dell'assistenza nei pazienti con diabete mellito di II tipo, assistiti da 30 medici di medicina generale di tre aziende ULSS in provincia di Verona. Definiti gli standard assistenziali e verificato che la performance era al di sotto di tali standard, la fase 3 del progetto descrive un modello di analisi delle barriere per una ottimale pianificazione delle strategie di miglioramento con l’implementazione di interventi mirati e la successiva verifica sul miglioramento della performance. Il progetto dimostra che la mancata implementazione delle migliori evidenze scientifiche non riconosce sempre un "deficit di conoscenza" da parte dei professionisti, ma ostacoli di varia natura che l'organizzazione sanitaria deve prendere in considerazione per migliorare l'appropriatezza dei processi asssistenziali.

Infine, il Glossario di Metodologia della Ricerca e Governo Clinico. Scarica e conserva la seconda parte della lettera C.

martedì 1 giugno 2010

GIMBEnews: come decidere in assenza di evidenze?

E’ online GIMBEnews vol. 3 n. 2

Il nuovo numero dedica l’editoriale al Dossier formativo, lo strumento chiave della nuova ECM, pubblicando l’intervista che Luigi Conte – coordinatore della quarta sezione della commissione nazionale per la formazione continua – ha rilasciato in esclusiva per GIMBE

Pillole di Metodologie della Ricerca: architettura della ricerca clinica. I ricercatori dispongono di numerosi disegni di studio, osservazionali e sperimentali, per rispondere ai quesiti di ricerca da loro formulati. Tuttavia, una delle principali motivazioni che determinano il rifiuto di un articolo da parte delle riviste biomediche è l’incongruenza tra la research question e disegno dello studio. Come definire, in relazione alla tipologia del quesito di ricerca, i disegni di studio appropriati e quelli assolutamente inadeguati? La pillola approfondisce e schematizza i disegni di studio che appartengono alla ricerca primaria quantitativa.

Pillole di Governo Clinico: attuare il governo clinico nelle aziende sanitarie. La consistente variabilità delle aziende sanitarie e il “peso” eterogeneo di principi e strumenti del governo clinico nei 21 Piani Sanitari Regionali / Provinciali, rendono utopistico un modello organizzativo unitario per l’attuazione aziendale della clinical governance. I dieci punti del modello GIMBE derivano da un ragionevole compromesso tra la valutazione dei riferimenti normativi, le evidenze scientifiche sull’attuazione della clinical governance e l’esperienza maturata nella realizzazione di progetti aziendali di governo clinico.

Progetti Aziendali: produrre raccomandazioni cliniche in assenza di evidenze. L’esperienza dell’AUSL di Modena.

Infine, la seconda parte del Glossario di Metodologia della Ricerca e Governo Clinico da scaricare e conservare. Online lettere B e C.

mercoledì 24 marzo 2010

E’ online il nuovo GIMBEnews (Vol. 3 n. 1)


Il nuovo numero di GIMBEnews apre con un editoriale sulla Ricerca indipendente in Italia: criticità e prospettive emerse dal convegno FADOI.

Pillole di Metodologie della Ricerca: selezionare i partecipanti per un trial clinico. E’ possibile definire “ragionevoli” criteri di esclusione?

Pillole di Governo Clinico: l’adattamento locale delle linee guida. Quando è lecito modificare le raccomandazioni cliniche?

Per la sezione Progetti aziendali: Teaching Evidence-based practice. L’esperienza di un percorso integrato nel corso di laurea in fisioterapia.

Infine, tra le novità del 2010, GIMBEnews ha creato il Glossario italiano di Metodologia della Ricerca e Governo Clinico. In questo numero la lettera A, da Absolute Risk (AR) – Rischio Assoluto ad Association – Associazione. Da scaricare e conservare.